Daniela Ruggiero
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Il vaginismo

in Consigli sulla sfera sessuale

Cos’è il vaginismo?

Il vaginismo è un problema sessuale caratterizzato da una contrazione involontaria dei muscoli che circondano la vagina, associato ad un fortissimo timore della penetrazione.
Questi muscoli, in condizioni di normalità, sono sotto il controllo volontario della donna che può contrarli e rilassarli come desidera.

Nel vaginismo, invece, lo spasmo è autonomo, la donna non è in grado di riconoscerlo né di controllarlo e può comparire al solo pensiero o tentativo di un rapporto sessuale rendendo l’introduzione del pene impossibile.

Nella maggior parte dei casi non è solo la vagina a contrarsi ma anche il resto del corpo; può presentarsi la contrazione dei muscoli delle gambe, lo spostamento del bacino, l’inarcazione della schiena.
Spesso poi la donna allontana il partner con le braccia per timore della penetrazione e soprattutto, del dolore.

Il vaginismo è la principale causa di “matrimonio bianco” e, più in generale, impedisce di avere rapporti sessuali completi con la conseguenza di rendere impossibile anche il concepimento di un figlio.

E’ importante precisare che il vaginismo è caratterizzato dall’ impossibilità di avere una penetrazione accompagnata dal timore di avvertire dolore, ma è ben diverso dall’esperienza invece di una penetrazione dolorosa che riguarda invece disturbi quali la dispareunia.

Cosa causa il vaginismo?

Clinicamente vengono definiti quattro livelli di gravità del vaginismo che dipendono dai diversi modi in cui la donna reagisce ai tentativi di penetrazione.
In alcuni casi potremo osservare una semplice tensione muscolare mentre in molti altri casi osserveremo una reazione più intensa dove la donna si ritrae e si contorce come se non avesse più il controllo del suo corpo.
È inoltre importante fare una distinzione tra vaginismo primario, se presente dall’inizio della vita sessuale della donna e secondario, se compare dopo un periodo di mesi o anni di rapporti normali.

A differenza di quello che si potrebbe pensare, le cause del vaginismo non sono di natura medica: la maggior parte delle condizioni organiche che produce dolore durante la penetrazione può compromettere la possibilità di avere dei rapporti scatenando quindi una ‘reazione vaginismica’; questa però è solamente la conseguenza e generalmente scompare con la risoluzione della condizione che l’ha attivata.

Le cause del vaginismo vanno invece ricercate nella storia personale della donna, nelle sue caratteristiche psicologiche e nella relazione col partner.

Emozioni e vaginismo

La frustrazione ed il senso di inadeguatezza sono alcune delle sensazioni che vengono riferite dalle donne affette da vaginismo; spesso queste donne si sentono difettose, diverse dalle altre e col trascorrere del tempo alcune di esse possono iniziare a temere che il proprio partner possa lasciarle oppure che non diventeranno mai madri a causa di questo loro problema.

Molte coppie che mi contattano riferiscono di provare un profondo disagio, un senso di solitudine e di impotenza verso qualcosa che entrambi non sanno come risolvere.
Spesso accade che le coppie chiedano aiuto dopo molti anni che stanno insieme; in alcuni casi lo fanno perché desiderano avere un figlio e l’impossibilità di procreare, oltre a creare sofferenza, rischia di compromettere la coppia facendola sentire “incompleta”.

Nella maggior parte dei casi queste coppie hanno per anni convissuto col problema credendo che prima o poi si sarebbe risolto da solo grazie al loro amore, grazie alla possibilità di avere una maggiore privacy ecc…, ma purtroppo le loro aspettative sono poi state disattese.

Ad un certo punto si rende necessaria la necessità di chiedere aiuto ad un professionista per poter, una volta per tutte, superare il problema.

Dal vaginismo si guarisce?

Il vaginismo è un disturbo che, nella quasi totalità dei casi, ha un esito altamente positivo, arrivando alla sua completa risoluzione.

Un professionista con specifiche competenze in sessuologia, potrà prendere in considerazione quali componenti relative alla sfera psicologica, emotiva e relazionale possono aver favorito l’insorgere del problema. In questo modo sarà possibile avere un quadro completo della situazione che consentirà di tracciare un percorso personalizzato per quella donna e/o alla coppia.

Un aspetto fondamentale legato alla risoluzione del vaginismo è un efficace lavoro di equipe che oltre alla figura del Sessuologo preveda la collaborazione col Ginecologo e in molti casi, si avvalga della presenza di una Ostetrica o Fisioterapista del pavimento pelvico.

E’ infatti importante sottolineare come esista una continua “comunicazione” tra mente e corpo e come il vaginismo stesso richieda un lavoro che in parallelo prenda in considerazione gli aspetti somatici, psicologici ed emotivi della donna.

https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2024/05/vaginismo.jpg 423 996 Daniela Ruggiero https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2019/12/logo-daniela-ruggiero-psicologa-sessuologa-vicenza.png Daniela Ruggiero2024-05-22 15:49:162024-05-23 15:32:44Il vaginismo

Eiaculazione precoce

in Consigli sulla sfera sessuale

Eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce è un disturbo piuttosto frequente nella popolazione maschile e può avere cause sia di natura medica, psicologica, relazionale o spesso una combinazione di tutte queste.
A livello globale, nonostante non se ne parli con molta naturalezza, più del 20% – 30% degli uomini di età compresa tra i 18 anni e i 70 anni descrive la propria difficoltà a controllare l’eiaculazione.

Secondo i professionisti si tratta del disturbo sessuale più diffuso e più discusso.
Tale disturbo, se non affrontato, può avere grosse ripercussioni sull’equilibrio psichico e relazionale del soggetto.
L’eiaculazione precoce infatti può causare stress e difficoltà nella vita personale e di coppia dell’individuo che ne è affetto, con ripercussioni sulla qualità della vita, sull’autostima, sull’ansia e sulle relazioni.

Cos’è l’eiaculazione precoce?

L’eiaculazione precoce è definita come l’impossibilità, o difficoltà, dell’uomo di mantenere il controllo della propria eiaculazione durante l’atto sessuale e non solo.
Secondo il DSM-5, essa si manifesta quando l’eiaculazione si verifica prima o poco dopo la penetrazione, durante quindi l’attività sessuale.

Parametri fondamentali del disturbo

Le caratteristiche che definiscono la possibile diagnosi di un disturbo da eiaculazione precoce, possono essere sintetizzate in questo modo: una persistente eiaculazione che si verifica durante i rapporti sessuali un minuto dopo la penetrazione e prima che l’individuo lo desideri e riesca a controllarlo.

Si parla di penetrazione poiché non è ancora stato possibile, a detta del DSM-V, valutare il disturbo in altre dimensioni erotiche che riguardino la non penetrazione.
I sintomi (avere una eiaculazione prima o entro un minuto dalla penetrazione) devono essere osservabili e vissuti per almeno 6 mesi, e devono essere sperimentati dall’individuo in quasi tutte le situazioni di attività sessuale.

Classificazione: tipi di eiaculazione precoce

Sono classificabili differenti tipologie di eiaculazione precoce.
Nello specifico la principale classificazione viene fatta in base al momento d’insorgenza del disturbo nella vita del paziente.

Si distinguono:

  • Eiaculazione precoce primaria: compare durante i primi rapporti sessuali, ed affligge il 70% dei pazienti affetti da eiaculazione precoce.
    Questa tipologia di precocità eiaculatoria viene spesso considerata normale in quanto i giovani uomini non hanno ancora acquisito la capacità di gestire il proprio corpo e la propria eccitazione durante i loro primi rapporti sessuali.
  • Eiaculazione precoce secondaria: non compare durante i primi rapporti sessuali giovanili, ma compare improvvisamente in un secondo momento della vita; affligge il restante 30% dei pazienti con precocità eiaculatoria.

In base alla situazione e alle modalità con cui il disturbo compare, si distingue un’ulteriore classificazione dell’eiaculazione precoce così definita:

  • Eiaculazione precoce permanente o life long: la sintomatologia è presente in modo preponderante in diverse situazioni, quasi tutte e viene definita infatti lifelong.
  • Eiaculazione precoce acquisita: si manifesta dopo un periodo di attività sessuale ed eiaculatoria normale.
  • Eiaculazione precoce situazionale: esordisce solo in situazioni particolari, specifiche e anche con specifici partner sessuali.
  • Eiaculazione precoce generalizzata: anche questa si verifica in tutte le occasioni, in modo appunto generalizzato.
  • Eiaculazione precoce soggettiva o falsa: in questo caso la persona presenta una eiaculazione normale, ma la percezione che ha lui non è realistica e lo preoccupa così tanto da sviluppare una sintomatologia emotiva sovrapponibili a quella dei “veri” eiaculatori precoci.

Sintomi dell’eiaculazione precoce

Quali sono dunque i sintomi dell’eiaculazione precoce?

Il primo sintomo da tenere in considerazione è l’osservazione di una eiaculazione in un range di tempo che va dai 60 secondi ai due minuti.
Avere a che fare con una eiaculazione così rapida pone l’individuo nella condizione di non riuscire a godere appieno l’attività sessuale, ma soprattutto scatena un senso di impotenza per non riuscire a poter decidere fino a quando poter godere con la /il partner del proprio piacere.
Il criterio principale a favore della diagnosi è l’incapacità di governare l’attività erotica del proprio pene, che eiacula senza che l’individuo sia mentalmente e fisicamente pronto a farlo.

Eiaculazione precoce: cause

Le cause alla base della diagnosi di eiaculazione precoce possono essere di due tipologie principali, interconnesse tra loro: cause di natura organica e cause psicologiche.

Cause psicologiche dell’eiaculazione precoceLe cause psicologiche dell’eiaculazione precoce possono essere diverse.
Ansia, stress, traumi relazionali passati, o, in modo più complesso, una brutta immagine di sé, problematiche a livello di coppia con il partner, ansia da preservativo o ansia da prestazione, sessuofobia, una bassa autostima e capacità di sentirsi adeguati a livello sessuale e/o interpersonale possono tutte incorrere in una manifestazione sintomatologica come l’eiaculazione precoce.

Cause di natura organica

Le cause fisiche e mediche dell’eiaculazione precoce, che possono incorrere nella manifestazione del disturbo possono essere: ipersensibilità al glande, infiammazioni dell’organo, vescicoliti, anomalie del frenulo, problematiche di tipo ormonale (come ad esempio la tiroidite, una bassa quantità di prolattina,
livelli elevati di leptina), uretriti e prostratiti o anche patologie croniche come la sclerosi multipla, i tumori al midollo.
Le cause di natura organica devono essere determinate da un medico con Specializzazione di Andrologia e Urologia, in quanto spesso associati a meccanismi di natura neuro-vascolare.

Conseguenze personali ed interpersonali

Prima di tutto la persona con eiaculazione precoce soffre rispetto alla propria incapacità di gestione, padronanza dell’eiaculazione.
Questa difficoltà inevitabilmente, soprattutto a lungo termine, può comportare un peggioramento dell’immagine di sé, quindi un abbassamento della propria autostima, una sensazione preponderante di inefficacia, inadeguatezza, rabbia nei confronti della condizione, di se stessi e della situazione che ne scaturisce e quindi conseguente frustrazione dovuta alla impossibilità di uscire dal tunnel sintomatologico.
Tutte queste sensazioni possono comportare anche un calo del desiderio sessuale o un rifiuto del sesso per timore che si possa presentare la situazione problematica.

Conseguenze sulla coppia

A causa di difficoltà sia durante l’atto sessuale, sia in molti casi dovute ad una diminuzione del desiderio e/o paura della attività sessuale, inevitabilmente anche la coppia, e quindi il partner, risente della sintomatologia e della conseguenza che comporta.
Ci si può scontrare con pensieri del partner che riguardano l’idea che l’altro non sia attratto da lui/lei, che l’altro non abbia rispetto dei tempi di entrambi, che l’altro sia egoista.
Allo stesso modo questi pensieri non fanno altro che alimentare l’eiaculazione, l’ansia di essa e quindi la difficoltà da un punto di vista sessuale creando un circolo vizioso deleterio per entrambi i partner.

Molto spesso avviene questo anche perché la persona che ne soffre non riesce a dare un nome a questa disfunzione o nasconde al proprio partner la disfunzione e il disagio, alimentando le fantasie descritte in precedenza e quindi una crisi di coppia.

Curare l’eiaculazione precoce: rimedi e trattamento

Il trattamento dell eiaculazione precoce può prevedere sia interventi di natura medica e/o farmacologica che percorsi di natura psicosessuologica.

Curare l’eiaculazione precoce con la psicologia: terapia Cognitivo-Comportamentale.

Attraverso il percorso di terapia cognitivo comportamentale, l’individuo comprende come è nato il disturbo, quali possano essere state le cause, cosa lo ha mantenuto nel corso del tempo.
Inoltre attraverso un percorso di terapia cognitivo comportamentale è possibile individuare eventuali convinzioni errate e credenze che sono alla base di emozioni negative quali ansia, frustrazione ecc che a loro volta alimentano il problema dell eiaculazione precoce.

Come curare l’eiaculazione precoce con la terapia sessuale?

Le terapie sessuali vengono svolte in presenza e sono finalizzate a migliorare, attraverso compiti, dialoghi funzionali e comunicazione efficace tra i due, la condizione disfunzionale.
In questo caso anche il partner gioca un ruolo importante perché permette alla persona di non sentirsi inadeguato e di aiutarlo con le prescrizioni a migliorare lo stato psicofisico.
Inoltre è possibile curare l’eiaculazione precoce mediante esercizi e e prescrizioni che vengono svolte a casa da soli oppure con l’aiuto del partner.

Una delle prescrizioni più utilizzate viene chiamato stop and start; il training prevede diverse sessioni sia individuali che di coppia nelle quali viene chiesto al paziente di stimolarsi fino a che il livello di eccitazioni risulta elevato.
A quel punto dovrà imparare a riconoscere l’intensità del proprio piacere per poterlo modulare a suo piacimento.
Un’altra tecnica è lo squeeze, secondo cui la persona blocca l’eiaculazione attraverso una manovra di compressione che viene fatta con le dita tra il glande e l’inizio del pene.
Queste due prescrizioni, come altre, possono essere definite ad entrambi i partner o solo al paziente al fine di migliorare la sua qualità di vita.

Farmaci

In correlazione con la terapia può essere utile associare un trattamento farmacologico che aiuti l’individuo, qualora ci siano anche cause organiche, a migliorare il tempo dell’eiaculazione e a ritardarla.
Un farmaco utilizzato, associato sempre ad una terapia psicologica, può essere l’antidepressivo, che riduce l’eiaculazione e soprattutto lo stato di ansia e di impulsività che l’individuo sperimenta durante l’atto sessuale.

https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2022/09/euaculazione-precoce.jpg 423 996 Daniela Ruggiero https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2019/12/logo-daniela-ruggiero-psicologa-sessuologa-vicenza.png Daniela Ruggiero2022-09-06 15:52:582024-05-23 15:24:12Eiaculazione precoce

Disfunzione erettile

in Consigli sulla sfera sessuale

Disfunzione erettile

La caratteristica fondamentale del disturbo maschile dell’erezione (disfunzione erettile) è una ricorrente o occasionale incapacità di raggiungere l’erezione oppure di mantenerla per un tempo sufficiente al rapporto sessuale completo (rapporto coitale).

Perché si possa parlare di disfunzione erettile, il problema deve causare notevole disagio psicologico ed incidere negativamente sulla qualità della vita del soggetto creando inoltre difficoltà all’interno della relazione di coppia. Non deve essere attribuibile esclusivamente agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (farmaci inclusi) o di problemi medici generali.

Caratteristiche della disfunzione erettile

Come si manifesta

Ci sono diversi tipi di disfunzione dell’erezione (impotenza sessuale).
Alcuni soggetti manifestano l’incapacità di avere l’erezione fin dall’inizio della loro vita sessuale (disfunzione erettile primaria).
Per altri uomini invece il problema di deficit erettile può manifestarsi in un secondo momento, dopo una fase di funzionamento “normale”(disfunzione erettile secondaria).

Altri hanno un’adeguata erezione per poi perdere la turgidità nel momento in cui tentano la penetrazione.
Altri ancora hanno un’erezione sufficiente a consentire la penetrazione, ma perdono la tumescenza prima o durante le successive spinte.

Alcuni uomini che soffrono di disfunzione erettile (impotenza sessuale) possono riuscire ad avere l’erezione solo durante la masturbazione o al risveglio.
Anche le erezioni masturbatorie possono venire meno, ma ciò è raro ed è spesso dovuto alla tendenza dell’uomo a monitorare in maniera “ossessiva” la propria erezione durante l’autoerotismo.

Ripercussioni sul rapporto di coppia

Le difficoltà di erezione sono spesso associate ad ansia verso il sesso in generale, timore di fallimento, preoccupazioni sulla prestazione sessuale e ad una ridotta sensazione soggettiva di eccitazione sessuale e di piacere.
I problemi di disfunzione erettile possono compromettere le relazioni coniugali o sessuali in atto e possono essere la causa di matrimoni non consumati e di sterilità.

Diffusione dell’impotenza sessuale

I disturbi dell’erezione sono molto frequenti; si parla di un 10% circa di diffusione nella popolazione generale, che può salire fino ad oltre il 50% con l’aumentare dell’età (70 anni).

Cause della disfunzione erettile

Le cause di impotenza sono molteplici e comprendono fattori organici, in particolare problemi vascolari (di circolazione) e neurologici, e fattori psicologici, in particolare l’ansia da prestazione.
E’ importante quindi, prima di tutto, condurre un attento esame medico, allo scopo di appurare la presenza di cause organiche, per poi passare agli aspetti psicologici, che nella stragrande maggioranza dei casi incidono significativamente.

La presenza di erezioni spontanee notturne ed al risveglio, nonché la capacità di raggiungere e mantenere l’erezione durante l’autoeritismo, rappresentano prove incontrovertibili del fatto che non vi siano cause organiche di disfunzione erettile, ma che il problema sia di natura psicologica e, come tale, vada affrontato con una terapia comportamentale specifica. Nel caso in cui il problema sia di natura psicologica andrà affrontato con una terapia cognitivo-comportamentale specifica.

Fattori psicologici implicati

  • timore dell’insuccesso,
  • timore di essere abbandonato o non di essere amato,
  • incapacità ad abbandonarsi alle proprie sensazioni corporee,
  • eccessivo coinvolgimento verso la partner, timore del giudizio,
  • stress e preoccupazioni,
  • convinzioni disfunzionali(es: “ l’uomo deve subito raggiungere l’erezione e deve sempre essere performante durante il rapporto sessuale ”)

Valutazione e cura della disfunzione erettile

Il trattamento della disfunzione erettile (impotenza sessuale) richiede un percorso completo che passa attraverso una fase di accurata valutazione del problema.
Ciò allo scopo di escludere le possibili cause mediche, per arrivare al trattamento cognitivo-comportamentale (o mansionale).
Questa è l’unica terapia psicologica che ha dimostrato una buona efficacia nella cura di questi disturbi di erezione.

Esami medici

I principali esami medici, per escludere le varie cause organiche possibili di disfunzione erettile, sono:

Erettrometria notturna, utile a verificare la presenza di erezioni involontarie durante il sonno.
Dosaggi ormonali, in particolare della prolattina e del testosterone, che possono influire sulla reazione di erezione.
Eco-doppler penieno, arteriografia e cavernosografia, utili a valutare le eventuali disfunzioni vascolari.
Potenziali evocati sacrali, per valutare l’integrità delle vie nervose implicate nella reazione di erezione.

Nel caso in cui si appurino delle cause organiche, sarà l’urologo o andrologo a valutare l’opportunità di rimedi farmacologici, ormonali o chirurgici per la disfunzione erettile (o impotenza).

Psicoterapia

Nel caso, invece, in cui il problema sia evidentemente psicologico, come più spesso accade, la soluzione più indicata è un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Durante questa verranno affrontati i fattori principali di mantenimento del problema, quali l’ansia da prestazione, lo stress ed altri circoli viziosi disfunzionali.
Si tratta di una forma di terapia molto diretta al problema, che viene affrontato attraverso specifiche tecniche.

Questa però non trascura, ove necessario, l’analisi di aspetti psicologici più profondi, connessi alla struttura di personalità del soggetto, alle sue relazioni, alle sue idee e convinzioni relative alla sessualità, alla sua storia di vita ed al contesto socio-culturale in cui è cresciuto.

All’interno del percorso psicoterapeutico sono poi previsti incontri di coppia (quando ovviamente sia presente una relazione continuativa) che possono permettere ad entrambi i partner di essere fautori insieme del cambiamento.

Va infatti specificato che ove è solo uno dei due partner ad essere “portatore” del sintomo l’altro è a sua volta coinvolto nel meccanismo di mantenimento e risoluzione del problema stesso.
Durante gli incontri di coppia vengono suggerite dal terapeuta delle prescrizioni ossia dei veri e propri esercizi per casa che serviranno alla coppia per apprendere nuove modalità di vivere la propria sessualità.

https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2022/09/daniela-ruggiero-disfunzione-erettile.jpg 423 996 Daniela Ruggiero https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2019/12/logo-daniela-ruggiero-psicologa-sessuologa-vicenza.png Daniela Ruggiero2022-09-06 15:00:492024-05-23 14:41:42Disfunzione erettile

Dispareunia

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Cos’è la dispareunia?

ll termine “dispareunia” indica quella condizione dolorosa che la donna avverte durante un rapporto sessuale completo, in prossimità della zona che interessa la vagina.

Inserita tra i Disturbi Sessuali Femminili, poiché considerata per lo più un disturbo femminile, il dolore sessuale provocato dalla dispareunia può anche poter affliggere gli uomini, coinvolgendo anche il pene.
Spesso erroneamente associata al vaginismo, cioè al disturbo che si manifesta generalmente prima di un rapporto sessuale (fobia della penetrazione), la dispareunia è invece quel dolore sessuale che si accusa durante il tentativo o la completa penetrazione vaginale.

Questo può essere percepito come bruciore e può anche persistere dopo il rapporto.
Tra gli altri sintomi associati al dolore sessuale, possiamo anche avere la secchezza vaginale (legata a possibili disturbi dell’eccitazione o ad uno squilibrio ormonale), l’alterazione del PH vaginale,un’intolleranza all’utilizzo dei tamponi interni durante il ciclo mestruale.

Ma anche una percezione di dolore, simile a quello della dispareunia, può presentarsi durante le visite di controllo ginecologiche.

Le dimensioni del pene e la profondità della penetrazione non possono che influenzare la presenza e la gravità di sintomi.

Dati sulla dispareunia

Secondo quanto emerge dalle statistiche, la dispareunia è abbastanza diffusa.
Si stima infatti che colpisca il 12-15% delle donne in età fertile e circa il 45% delle donne nel periodo post menopausa, a causa dell’insorgenza di una maggiore secchezza e alla perdita di elasticità vaginale.

Classificazione

Tale condizione può presentare diverse possibilità di classificazione, in base a diversi parametri.
Il momento d’insorgenza del dolore può rappresentare un elemento indispensabile per classificare la dispareunia in primaria o secondaria (acquisita).

  • Nel caso della dispareunia primaria, detta anche lifelong, il dolore sessuale durante la penetrazione si presenta sin dall’inizio della vita sessuale.
  • Nel secondo caso invece il dolore tende a presentarsi in un secondo momento.

La dispareunia, a seconda della localizzazione del dolore, può essere suddivisa ulteriormente in: Superficiale o introitale, il cui dolore non permette la penetrazione e si
localizza tipicamente in sede superficiale o nel primo tratto vaginale (a livello del vestibolo vaginale).

  • Profonda, il cui dolore si verifica in seguito alla penetrazione vaginale completa.
  • Mista, caratterizzata dalla presenza di entrambi i tipi appena visti.

Un’ultima classificazione che può essere fatta, in riferimento alla correlazione sintomo e contesto, riguarda la durata del dolore sessuale:

  • Dispareunia generalizzata, se il dolore è presente costantemente, anche al variare dei partner.
  • Dispareunia situazionale, quando invece il dolore si verifica solo in certe situazioni o solo con alcuni partner

Diagnosi e sintomi del dolore sessuale

Poiché abbiamo vari tipi di dispareunia, la sua diagnosi si basa sull’esame obiettivo pelvico e sui suoi sintomi.

Per la dispareunia superficiale: la valutazione si basa sull’ispezione di tutta la cute vulvare, compresi i solchi tra le piccole e grandi labbra e il clitoride, il meato uretrale, l’imene e le aperture dei dotti delle ghiandole vestibolari maggiori.

Per la dispareunia profonda: la valutazione richiede invece una precisa esplorazione bimanuale per determinare se il movimento cervicale o la palpazione uterina o annessiale causano dolore o per ricercare l’eventuale presenza di noduli nel cul-de-sac o nei fornici vaginali.

Le Cause psicosessuali

Le cause psicosessuali sono quelle che, dovute sia a problematiche della risposta sessuale sia a problemi personali, compaiono o peggiorano con l’insorgere o il persistere del dolore sessuale durante i rapporti.

Tra queste possiamo avere:

  • Disturbi della libido;
  • Molestie e violenze sessuali nell’infanzia;
  • Educazione familiare rigida e sessuofobico, poiché può rendere difficoltoso il rapporto con il proprio corpo e la propria sessualità;
  • Disturbo d’ansia generalizzato, poiché può rendere difficoltoso il rapporto sessuale libero e in alcuni casi può influire sulla paura di non piacere al partner.
    Può inoltre provocare alterazioni nella lubrificazione e nell’elevazione del tono muscolare vaginale;
  • Immaturità psicosessuale, caratteristica nelle donne più giovani, dovuta anche ad informazioni sessuali inadeguate che portano ad aspettative erronee riguardo al rapporto sessuale (paura del dolore o timore di incorrere in una gravidanza indesiderata);
  • Atteggiamenti di ipercontrollo.

Nell’uomo, anche se questo disturbo è raro, quando si presenta, può derivare da un malessere psicologico persistente e secondario ad una condizione organica risolta già da tempo.

Cause fisiche

I fattori scatenanti di tipo biologico che influiscono sulla dispareunia superficiale e non, possono avere una natura infettiva, ormonale o iatrogena, ovvero provocata da farmaci.

Per quanto riguarda le infezioni vaginali, possiamo prendere in considerazione la Candida, che oltre a provocare dispareunia, provoca una nota diminuzione della libido e dell’eccitazione che si riflette, talvolta, anche nel partner.
Specificatamente la dispareunia superficiale può derivare da una vestibulodinia provocata, da una vaginite atrofica, da patologie vulvari, da malformazioni congenite o da herpes genitale.

Quella profonda può invece derivare da un ipertono muscolare pelvico o uterino o da patologie ovariche,
come fibromi o infezioni, come ad esempio endometriti e cistiti.

La dispareunia mista, invece, può dipendere da una lubrificazione vaginale inadeguata che può essere causata a sua volta da un disturbo dell’eccitazione sessuale o da un disturbo di secchezza vaginale-cronica.
Tra le cause di quest’ultimo possiamo ritrovare diversi disturbi ormonali, vascolari, neurologici e immunologici.
Ma anche un uso di contraccettivi ormonali.

Negli uomini il dolore sessuale è invece principalmente dovuto a malattie genito urinarie, soprattutto veneree, come gonorrea sifilide, Chlamydia e infezioni micotiche (da funghi).
Altre situazioni che possono determinare una dispareunia maschile possono essere uretrite, prostatite o allergie a specifiche creme o schiume.

Cause relazionali

Fondamentale importanza rivestono anche le cause relazionali.
Con queste ultime facciamo riferimento ad una diminuzione della libido, a problemi col partner e ad una marcata insoddisfazione sessuale.

Conseguenze della Dispareunia

Il dolore sessuale durante il rapporto può avere un impatto negativo sulla salute mentale e fisica di una donna e sulla relazione con il partner.
Può a sua volta causare altri disturbi della sfera sessuale femminile, tra cui:

  • riduzione della libido,
  • diminuzione dell’eccitazione,
  • anorgasmia (impossibilità di raggiungere l’orgasmo).

Come risolvere il problema?

In primis è opportuno parlarne con qualcuno che ne sappia più di noi.. il nostro medico di fiducia, il ginecologo oppure una figura specializzata come un professionista con una formazione in sessuologia.
Se invece siamo in presenza di un dolore sessuale dovuto ad un’infiammazione (condizione questa che può essere individuata dal ginecologo) è opportuno evitare la penetrazione fino a quando la flogosi non sia scomparsa.

Per combattere l’infiammazione e il dolore, oltre che rivolgersi a chi di dovuto, si possono mettere in atto piccoli accorgimenti, come:

  • evitare gli indumenti troppo stretti, come i jeans;
  • usare solo biancheria di cotone;
  • evitare l’uso di saponi troppo aggressivi o troppo profumati;
  • evitare i deodoranti.

Per accelerare la guarigione dalla dispareunia, in questi casi, può essere anche di aiuto migliorare la nostra alimentazione.
Evitando per esempio lieviti e zuccheri (che favoriscono la proliferazione della Candida), o evitando di mangiare cibi piccanti, ma soprattutto bevendo molta acqua e assumendo fermenti
lattici.
Se tutto questo non dovesse bastare? Bisogna “affrontare” il dolore, diversamente, affidandoci a dei professionisti.

Trattamenti

Il trattamento del dolore sessuale durante i rapporti, come si può evincere da quanto detto sin’ ora, dipende da ciò che lo provoca.
Per questo è fondamentale identificarne le cause, poiché come abbiamo visto, alla base di tale disturbo possono essercene diverse, di tipo piscologico, fisico o relazionale.
Ogni paziente che presenta Dispareunia costituisce un caso a sé.

In genere, per intervenire possono essere prescritti sia farmaci che altri trattamenti, psicologici, comportamentali o riabilitativi o quando necessario, anche di tipo chirurgico.

Nel caso in cui il disturbo sia di chiara origine psicologica, è necessaria una terapia sessuale specifica, affinché:

  • possa essere migliorata la conoscenza dell’anatomia e della fisiologia dei genitali;
  • si riescano a superare le fobie che inducono la contrazione involontaria dei muscoli;
  • sia incrementata la consapevolezza del proprio corpo;
  • sia migliorata la comprensione dei fattori fisiologici e psicologici coinvolti nel rapporto sessuale;
  • si riesca a gestire l’ansia, attraverso tecniche di rilassamento volte a migliorare il controllo sui muscoli vaginali e ridurre il dolore.

Per le donne in menopausa la cui Dispareunia derivi da atrofia vaginale è possibile la somministrazione di estrogeni, utili anche nel caso in cui la natura della Dispareunia sia psicologica.
Inoltre è determinante coinvolgere il partner all’interno del percorso terapeutico riabilitativo, questo perché è lui stesso spesso coinvolto nelle cause che hanno scatenato o mantengono il disturbo.

https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2022/06/dispaurenia2.jpg 423 996 Daniela Ruggiero https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2019/12/logo-daniela-ruggiero-psicologa-sessuologa-vicenza.png Daniela Ruggiero2022-06-30 11:27:592024-05-23 14:41:28Dispareunia

Problemi di sessualità di coppia: quando la coppia va in letargo

in Consigli sulla sfera sessuale

Nella mia pratica professionale mi capita spesso di incontrare coppie che si trovano in uno stato di “torpore sessuale”, una sorta di letargo erotico dal quale sembra molto difficile uscire. Si tratta spesso di coppie di lunga data che dopo un periodo di vivacità a letto un po’ alla volta diradano i loro incontri intimi fino ad annullare ogni contatto fisico, compresi baci, carezze, affettuosità. Più di qualche volta questa situazione si trascina per anni, finché ad un certo punto uno dei due esplode e si decide a voler fare qualcosa per superare questo blocco. Se siete interessati a questo argomento, vi invito a leggere anche gli articoli Calo del desiderio femminile e L’ansia da prestazione maschile. Vediamo ora alcuni consigli utili per ravvivare la sessualità in coppia.

Problemi di sessualità di coppiaCome contrastare la mancanza di desiderio sessuale?

La prima regola d’oro è naturalmente parlare del problema. Più spesso di quanto si creda queste coppie non parlano direttamente di quello che sta loro accadendo, favorendo così la rabbia ed il risentimento all’interno della coppia stessa. Purtroppo l’effetto di questi aspetti è quello di aggravare ulteriormente il problema dell’assenza di intimità.
Il secondo consiglio è quello di “riallenarsi” ad un contatto fisico. Molti miei pazienti, quando mi soffermo su questo punto, non la prendono molto bene dicendo “non mi viene più spontaneo abbracciarlo, baciarlo.. mi sembrerebbe di fare qualcosa di forzato..”. Sfatiamo un mito: le cose diventano spontanee solo dopo averle fatte più volte. La sessualità, l’essere intimi, sono tutte cose che si apprendono e che, come tali, possono essere anche disimparate e riapprese. Proviamo quindi a ricordarci cosa facevamo in passato, il bacio al mattino o il bacio delle buonanotte ad esempio, proviamo a reintrodurre questi piccoli gesti che in passato appartenevano alla nostra intimità di coppia.
La terza regola per ravvivare il desiderio sessuale in coppia riguarda il tempo libero. Facciamo ancora qualcosa insieme? Presi dai mille impegni della vita quotidiana, dai figli e così via, forse abbiamo un po’ trascurato uno spazio di coppia, come una cena da soli, una passeggiata insieme, una serata tutta per noi dovrebbero essere ingredienti necessari della nostra vita di coppia
Veniamo quindi alle fantasie sessuali: ne avete? Ne parlate col vostro partner? Anche questo è un modo per essere intimi, possiamo quindi provare a condividere col partner qualche nostra fantasia anche grazie all’ausilio di libri, film o perché no scrivere insieme uno scenario erotico che possa piacere ad entrambi e vedere che effetto fa.
Infine, vi invito a porvi questa domanda: cosa mi attraeva di lui o di lei? Mi eccitava quando indossava quell’abito oppure quando utilizzava quel profumo che non usa più? Diciamoglielo!

Quelli appena elencati sono solo alcuni spunti che possono essere utili per riavviare il volano della sessualità, ma se credete non siano sufficienti ad aiutare voi ed il vostro partner allora potrebbe essere opportuno contattare un professionista sessuologo per poter intraprendere insieme un percorso di terapia sessuale che possa aiutarvi a ritrovare l’equilibrio perduto.

Per maggiori informazioni o per prendere un appuntamento potete contattarmi visitando la pagina dei contatti.

https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2018/12/Problemi-di-sessualità-di-coppia-icon.jpg 400 400 Daniela Ruggiero https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2019/12/logo-daniela-ruggiero-psicologa-sessuologa-vicenza.png Daniela Ruggiero2018-12-03 10:00:392019-12-29 16:48:39Problemi di sessualità di coppia: quando la coppia va in letargo

Cosa fa il sessuologo? Ecco alcuni chiarimenti!

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Da diverso tempo si sente parlare del sessuologo, ma forse non tutti sanno di cosa si occupa realmente questa figura professionale. Cominciamo a fare un po’ di chiarezza in merito.

Il sessuologo può essere un medico, come uno psicologo, che ha conseguito poi una specializzazione in sessuologia clinica.
Nel mio caso, ad esempio, mi sono laureata in psicologia, specializzata in terapia cognitivo comportamentale e poi ho frequentato un corso quadriennale in sessuologia clinica.Cosa fa il sessuologo: di cosa si occupa questa figura professionale

Quali studi svolge un sessuologo?

Il sessuologo, nel suo corso di studi, ha avuto modo di studiare i principali disturbi sessuali che possono affliggere il singolo o la coppia e le varie terapie di intervento riconosciute dall’intera comunità scientifica.
Da un lato, infatti, il sessuologo può essere utile quando sono presenti disfunzioni che possono interessare la sfera sessuale a vari livelli (es. disfunzione erettile, vaginismo, anorgasmia, eiaculazione precoce, calo del desiderio, ecc.), dall’altro può intervenire in quelle situazioni di “impasse” nelle quali la coppia abbia perso la propria vivacità sessuale.

Il sessuologo può quindi aiutarvi a conoscere e superare una difficoltà sessuale che state vivendo col vostro partner e che non vi consente di sentirvi soddisfatti della vostra vita intima. Esempi di problematiche sessuali possono essere: “non

riesco ad eccitarmi abbastanza”, “ho difficoltà a mantenere l’erezione”, “lo amo ma non riesco più a provare desiderio sessuale nei suo confronti”, e così via. In tutti questi casi sarà probabilmente necessario cominciare una serie di incontri sia singoli che di coppia, per poter trovare insieme delle strategie di intervento. Dall’altro lato, il sessuologo può anche aiutare molte persone a risolvere dubbi ed incertezze in merito alla propria sessualità. Alcuni esempi possono essere: “vorrei ravvivare il rapporto con il mio partner ma non so come fare”, “ho dei dubbi sul mio orientamento sessuale e vorrei chiarirmi un po’ le idee”, “il mio partner mi ha proposto un diversivo sessuale ma non so se me la sento”, e via dicendo.
È evidente quindi che, grazie all’aiuto di un sessuologo, sia possibile confrontarsi su diversi aspetti che riguardano la propria sfera intima.
Va poi ricordato che la nostra sfera sessuale è strettamente interconnessa al nostro corpo ed è quindi importante che il sessuologo abbia altri specialisti medici di riferimento (come un andrologo ed un ginecologo), che possano, laddove necessario, fornire il proprio parere professionale nel caso in cui si sospetti che il problema possa anche avere una causa di tipo medico.

Ma in che modo può aiutare un sessuologo? Solo attraverso le parole?

In realtà un percorso di terapia sessuale non è basato unicamente sulle parole. Ovviamente ci si confronta, il professionista ha necessità di capire quali siano le problematiche del paziente e di approfondirle, ma superata questa prima fase verranno poi prescritti sia al singolo che alla coppia dei veri e propri “compiti per casa”, che hanno l’obiettivo di migliorare la conoscenza del proprio corpo e di quello del partner, di superare alcune paure, di riscoprire un piacere perduto ampliando il proprio repertorio intimo e sessuale. Queste “prescrizioni” verranno concordate insieme di volta in volta e variano in base all’obiettivo che si è precedentemente concordato insieme al professionista.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento puoi contattarmi sarò lieta di poterti conoscere.

https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2018/11/Cosa-fa-il-sessuologo-articolo-di-psicologia.jpg 225 225 Daniela Ruggiero https://www.danielaruggiero.it/wp-content/uploads/2019/12/logo-daniela-ruggiero-psicologa-sessuologa-vicenza.png Daniela Ruggiero2018-11-15 09:45:292022-11-14 18:26:36Cosa fa il sessuologo? Ecco alcuni chiarimenti!

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